Dati Istat settembre 2015: occupati in calo, disoccupazione all'11,8%

E il settore manifatturiero dell'Italia è il migliore in Europa

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Sono stati rilasciati i dati Istat relativi al mese di settembre 2015. Si registra un calo degli occupati dopo la crescita negli ultimi tre mesi (+0,7%, pari a +166 mila occupati tra giugno e agosto): a settembre 2015 la stima degli occupati diminuisce dello 0,2% (-36 mila).

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Il calo riguarda sia i dipendenti (-26 mila) sia gli indipendenti (-10 mila). Diminuisce di 0,1 punti percentuali il tasso di occupazione, arrivando al 56,5%. Su base annua l'occupazione cresce dello 0,9% (+192 mila persone occupate) e il tasso di occupazione di 0,6 punti.

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In calo la stima dei disoccupati a settembre (-1,1%, -35 mila). Il tasso di disoccupazione, pari all'11,8%, cala di 0,1 punti percentuali, in continuità con luglio (-0,5 punti) e agosto (-0,1 punti). Da sottolineare che nei dodici mesi la disoccupazione è diminuita dell'8,1% (-264 mila persone in cerca di lavoro) e il tasso di disoccupazione di 1,0 punti.

Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo luglio-settembre 2015 il tasso di occupazione cresce (+0,2 punti percentuali), mentre calano il tasso di disoccupazione (-0,2 punti) e il tasso di inattività (-0,1 punti).

Per quanto riguarda gli inattivi tra i 15 e i 64 anni, la stima aumenta dell'0,4% ossia 53 mila persone. Il tasso di inattività, pari al 35,8%, è in aumento di 0,2 punti percentuali (ma su base annua l'inattività è in calo dello 0,3%).

La stima degli occupati 15-24enni diminuisce dell’1,2% rispetto ad agosto (-11 mila). Sempre su
base mensile, il tasso di occupazione giovanile, pari al 15,2%, diminuisce di 0,2 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli
attivi (occupati e disoccupati), è pari al 40,5%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto al mese
precedente.

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Ma nelle scorse ore sono stati comunicati anche altri numeri che testimonierebbero la ripresa dell'economia italiana. Si tratta della rilevazione dell'Istituto Markit, che misura lo stato dell'arte del settore manifatturiero attraverso l'intervista dei direttori degli acquisti delle principali economie dell'area con la moneta unica: a ottobre 2015 il PMI (Purchasing Managers Index) del settore manifatturiero si è attestato per l'Italia al valore più alto (54,1) in tre mesi spinto dall'accelerazione della crescita della produzione (a settembre era a 52,7 punti).

Nella nota di accompagnamento al dato curata da markit/ADACi si legge che le aziende manifatturiere italiane hanno registrato un buon inizio del quarto trimestre "con produzione e nuovi ordini in crescita a tassi robusti e accelerati" e che "conseguentemente è rimasta sostenuta la crescita dei livelli degli acquisti e quella dell'occupazione mentre altrove sono state riportate le diminuzioni maggiori dei prezzi d'acquisto in quasi due anni e mezzo, provocando la seconda diminuzione consecutiva su base mensile dei prezzi alla vendita".

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