TFR in busta paga: come funziona la liquidazione anticipata

Che cos'è il Tfr anticipato, chi può farne richiesta e qual è la tassazione applicata.

liquidazione anticipata in busta

Il Trattamento di fine rapporto (Tfr) in busta paga non è stato, almeno finora, un successone. Per volontà del governo Renzi da aprile scorso (da agosto per le imprese che hanno fino a 49 dipendenti e accedono al finanziamento garantito Inps) i lavoratori dipendenti che ne fanno richiesta possono prendere la Quota integrativa della retribuzione (Quir), cioè la quota maturanda mensile di Tfr, direttamente nella propria busta paga. Si tratta in soldoni delle quote di salario accantonate ogni anno per la liquidazione.

La sperimentazione della liquidazione anticipata, partita a maggio 2015 durerà fino a giugno 2018, ma per questo primo anno la misura, che secondo l’esecutivo aumentando il reddito avrebbe contribuito a spingere i consumi, non ha certo entusiasmato. Troppe le tasse che chi sceglie la liquidazione anticipata deve pagare rispetto a chi prenderà il suo Tfr al termine della carriera lavorativa. Il prelievo fiscale sull'anticipo del Tfr è infatti soggetto a tassazione ordinaria, quindi legato all'Irpef (che è un'imposta progressiva che cresce con l'aumentare del reddito) e può convenire dunque soltanto alle fasce reddituali più basse e di sicuro all’erario.

La tassazione del Tfr “naturale”, non anticipato, dipende invece dall'imponibile e dagli anni di lavoro ed è più bassa rispetto all’imposta Irpef, il prelievo varia a seconda degli anni e dell'anzianità di servizio. Il meccanismo di tassazione si basa sull'aliquota media applicata sullo stipendio del lavoratore negli ultimi 5 anni, per un prelievo che in molti casi non supera il 23%. Se poi il Tfr viene indirizzato alla previdenza integrativa, la tassazione è super agevolata e pari al 15% della rendita maturata, quota che scende fino al 9% con il progressivo aumentare della lunghezza del piano di risparmio del lavoratore.

A luglio scorso la Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro spiegava che a due mesi dall’entrata in vigore del provvedimento solo “800 lavoratori pari allo 0,08%" su un milione di occupati avevano scelto la liquidazione anticipata. I consulenti non prevedono un'impennata delle adesioni, la maggioranza dei dipendenti interpellati (il 68%) considera infatti la "tassazione ordinaria è troppo penalizzante". Il governo molto ottimisticamente aveva ipotizzato che la liquidazione anticipata avrebbe interessato il 40-50% dei lavoratori potenzialmente beneficiari della misura. 


Ma quali sono i requisiti per il Tfr in busta paga? Chi può fare richiesta per la liquidazione anticipata? La possibilità spetta ai lavoratori dipendenti del settore privato, tranne quelli domestici e agricoli, con una anzianità di servizio di almeno 6 mesi e che non hanno impegnato il Tfr a garanzia di un finanziamento mentre essere iscritti a una forma di previdenza integrativa non inficia la domanda per il Tfr anticipato.

Foto via | forexinfo.it

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