Voluntary Disclosure: come funziona il rientro dei capitali esteri

Approvata la proroga della Voluntary Disclosure, ad oggi i capitali esteri rientrati in Italia ammontano a circa 20 miliardi.

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La Camera ha approvato la proroga della Voluntary Disclosure, il rientro dei capitali esteri. Fin qui sono state presentate in tutta Italia 79.258 istanze di adesione e i capitali rientrati ammontano a circa 20 miliardi. Il governo ha incassato ai primi di novembre un gettito di 3,2 miliardi, ma conta di arrivare entro la fine dell’anno a 4 miliardi.

Il dato più sorprendente riguarda però la provenienza geografica delle procedure attivate: oltre la metà (circa 40mila) è concentrata in Lombardia, che da sola ha prodotto un gettito di 1,8 miliardi. L’aliquota media si aggira sul 9% Questi numeri sono emersi in un convegno organizzato a Milano da Banca Generali dal titolo “Voluntary Disclosure: lo stato dell’arte dei lavori verso la conclusione della procedura”. Michele Muscolo, Consigliere Delegato di Generfid spa, la fiduciaria del gruppo Banca Generali, ha ricordato nel suo intervento come questa sia l’ultima occasione, lasciata ai contribuenti, per regolarizzare le loro posizioni fiscali in relazione ai capitali detenuti illecitamente all’estero. Inoltre ha sottolineato la bontà dell’impalcatura della legge che ha introdotto la procedura di collaborazione volontaria in Italia: è il primo serio tentativo che viene fatto per cercare di creare un patto tra Amministrazione finanziaria e contribuente basato sulla trasparenza, sulla chiarezza e sulla reciproca fiducia.

“I tempi sono cambiati e finalmente la società italiana ha capito l’importanza della legalità. A fianco dei contribuenti gli intermediari, e in particolare le società fiduciarie, sono i principali attori, accanto ai contribuenti e ai loro professionisti, nella regolarizzazione dei patrimoni, mobili e immobili, detenuti all’estero”.

A parte gli aspetti politici o le ideologie, la forte presenza della Lombardia nell’operazione del rientro dei capitali mette a disposizione del territorio nuove risorse, probabilmente destinate a numerose Pmi. Un modo per dare spinta e rilancio a una fascia economica e produttiva. Senza contare le risorse derivate da gettito. Non a caso anche i relatori alle leggi ne hanno sottolineato l’utilità.

“Con la Voluntary Disclosure raccogliamo risorse importanti per il Paese che ci consentono di non far scattare gli aumenti delle accise previsti a settembre scorso per un totale di oltre 600 milioni di euro; inoltre si prevedono nel 2016 ulteriori riduzioni del carico fiscale grazie alle entrate stimate pari a circa 2 miliardi di euro. In questo senso è importante procedere contro l’evasione fiscale, i dati sono molto confortanti, infatti il Governo Italiano ha firmato con Paesi come la Svizzera, il Liechtenstein e il Principato di Monaco degli accordi sullo scambio di informazioni a richiesta in materia fiscale basati sul modello Ocse”

ha dichiarato alle agenzie il Presidente della VI Commissione Finanze della Camera Maurizio Bernardo durante il suo intervento in Aula. E ha aggiunto:

“Recentemente abbiamo approvato la parte attuativa della delega fiscale che riguarda un nuovo patto tra l’amministrazione finanziaria e il contribuente; pertanto c’è la volontà di riportare risorse fresche e reali con meccanismi chiari e alla luce del sole, attraverso il coinvolgimento anche dei professionisti”.

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