Start up: 10 cose da fare prima di avviare un'attività in proprio

Start up: 10 cose da fare prima di avviare la propria attività.

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Il governo ha previsto una serie di agevolazioni fiscali per le aziende innovative. I mercati sono in cerca di idee nuove e nuove attività lavorative compresi nuovi modelli di business. Quindi anche il 2016 sarà un buon anno per aprire una start up. Ecco le 10 cose da fare prima di avviarne una.

1) Il mercato. Bisogna chiedersi quale tipo di esigenza l’idea sottostante alla start up vada a soddisfare. Interessa a qualcuno? E quel qualcuno sarà disposto a spendere per possedere quel bene o quel servizio? Sembra una cosa banale. Invece si tratta della prima domanda che un imprenditore deve porsi prima di rimboccarsi le maniche.

2) Il target. Una volta capito se possa interessare l’idea, resta da individuare il target di mercato per fascia d’età, di reddito o altre tipologie sociali.

3) Mettersi in gioco. Si è disposti veramente a mettersi in gioco? Il segreto è sapere fin dall’inizio il proprio breakeven negativo. Bisogna sempre sapere quanto è il massimo che si è disposti a perdere. Serve, non per essere negativi, ma per evitare pessime ripercussioni sulla propria vita e per non fare mai il passo più lungo della gamba.

4) Gli obiettivi. Serve un business plan almeno a tre anni che delinei gli obiettivi da raggiungere. Se non si è in grado di scriverlo è bene rivolgersi a qualche esperto.

5) I prezzi. Individuati gli obiettivi resta da capire a quale prezzo mettere in vendita il bene e il servizio per mantenere l’adeguato margine senza correre il rischio di finire fuori mercato.

6) Costituire una società. A questo punto si è pronti. L’idea si concretizza nel momento in cui si costituisce una società. La registrazione si può fare online, con un’autocertificazione sul sito della Camera di Commercio. Per le start up innovative non ci saranno diritti di bollo, di segreteria e di iscrizione da pagare (con un risparmio di quasi 500 euro). C’è la srl semplice creata apposta per chi ha meno di 35 anni e vuole avviare un’impresa. I costi sono ridotti (dovrebbero bastare meno di 1.000 euro) ma anche il capitale previsto (10mila euro al massimo). In base al proprio budget e ai propri obiettivi bisogna capire quale sia la migliore forma societaria.

7) Notaio. Non dimenticare il notaio. Il notaio costa almeno 1.000 euro più le spese per la vidimazione dei libri (circa 400 euro).

8) Sponsor o banca. Trattare con chi lavora con numeri e bilanci non sempre è facile. Può servire un consigliere. Il decreto sviluppo del governo Renzi prevede la possibilità di trovare finanziatori, anche piccoli, attraverso siti internet: si chiama crowfunding. Gli investimenti sulle start up saranno stimolati anche con un vantaggio fiscale fino a un massimo di 500 mila euro per i privati. Con la banca è più difficile. Restano i mezzi propri.

9) I fornitori. Il secondo passo è la comprensione di ciò che serve alla società per muovere i primi passi. Quali fornitori sono necessari? Di quali fidarsi? Stessa cosa per le conoscenze interne. Quali consulenti sono fondamentali e quali no?

10) In cosa essere diversi. Prima di fare il salto definitivo resta da capire in che cosa la start up sia unica rispetto al panorama offerto dal mercato. A quel punto è proprio il differenziale che va stimolato e anche promosso e pubblicizzato il più possibile.

Photo | via glistatigenerali.com

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