Legge di stabilità 2016: le misure per Pmi e autonomi

Legge di stabilità 2016: ecco cosa cambia per imprese e lavoratori autonomi

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La legge di stabilità, dal valore di 35,4 miliardi di euro, è entrata in vigore il primo gennaio 2016. Ecco le principali misure che riguardano le imprese e i lavoratori autonomi.

Per quanto concerne gli investimenti è previsto il superammortamento al 140% sull’acquisto di nuovi macchinari: la deduzione è applicabile agli acquisti in beni strumentali effettuati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016. La misura è contenuta nel comma 91 dell’articolo unico della manovra, e riguarda imprese ed esercenti arti e professioni.

Il comma 98 prevede un’agevolazione ulteriore per le imprese del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia) e le zone assistite (Molise, Sardegna e Abruzzo): si tratta di un credito d’imposta, modulato in base alla dimensione d’impresa, per tre anni dal primo gennaio 2016 al 31 dicembre 2019. La misura massima è pari al 20% per le piccole imprese, al 15% per le medie imprese e al 10% per le grandi imprese, fino a un limite di 1,5 milioni di euro per le piccole imprese, 5 milioni di euro per le medie imprese e 15 milioni di euro per le grandi imprese.

Novità importante per i professionisti, che vengono equiparati alle Pmi nell’accesso ai fondi Ue (piani organizzativi regionali e nazionali, POR e PON, nell’ambito del Fondo sociale europeo, FSE, e del Fondo europeo di sviluppo regionale FESR).

Per quanto concerne le tasse è determinata l'abolizione dell'Imu per i terreni agricoli e per gli imbullonati delle imprese. Aliquota ridotta all’1% per gli immobili invenduti delle imprese edili; abolizione dell'Irap per le imprese agricole.

L’Ires dal 2017 scende al 24% dall’attuale 27,5% (ma non c’è l’anticipazione al 2016 di parte del taglio, come inizialmente annunciato).

Concluso il periodo transitorio durante il quale era ancora possibile aderire al vecchio sistema del regime dei minimi con aliquota al 5%, dal primo gennaio 2016 chi apre partita Iva deve necessariamente iscriversi al nuovo regime forfettario con aliquota più alta, al 15%, ma con un diverso modo di calcolare l’imponibile, con un sistema di coefficienti che cambiano per le diverse attività economiche.

Per i liberi professionisti il tetto di reddito per poter entrare e restare nel regime dei minimi è stato portato a 30 mila euro. Da segnalare che rientrano nel regime dei minimi anche i lavoratori dipendenti purché il reddito dell’anno precedente sia al massimo pari a 30 mila euro.
Per le start-up il regime dei minimi si applica nei primi quattro anni, con aliquota al 5% (la precedente norma, invece, prevedeva un’agevolazione per i primi due anni di attività, abbattendo l’imponibile di un terzo).

Decisa la proroga per il 2016 dello sconto contributivo sulle assunzioni a tempo indeterminato delle imprese, ma in misura ridotta rispetto allo scorso anno (cioè al 40%). Esso riguarda i contratti a partire dal primo gennaio, per un periodo massimo di 24 mesi.

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