Accesso al credito per le imprese: stime e previsioni

Il credito resta uno dei punti salienti dell’economia italiana e uno degli argomenti più difficili da approcciare. E numeri e statistiche si prestano a diverse interpretazioni. Ma è possibile fare una previsione sull'andamento degli accessi al credito?

Soldi

Poco o tanto il credito non sarà mai più quello di prima. Il credito resta uno dei punti salienti dell’economia italiana e al tempo stesso uno degli argomenti più difficili da approcciare. I numeri e le statistiche, infatti, si prestano a diverse interpretazioni e valutazioni. Certamente il programma di quantitative easing (stimolo monetario all’economia) portato avanti dalla Banca Centrale Europea sta dando i propri frutti. Abbassa il costo del denaro e nel medio termine dovrebbe portare inflazione, la leva per la ripresa che in molti si aspettano. Il che non significa che la gran parte dei circa 60 miliardi di euro spalmati tra i Paesi dell’Unione arrivi alle aziende e soprattutto che ciò avvenga in modo semplice e lineare.

I primi benefici cominciano a fare capolino. Ma si tratta di primi deboli passi.


Secondo l’Abi, Associazione delle banche italiane, i nuovi finanziamenti alle imprese sono cresciuti nei primi quattro mesi del 2015. Sempre nello stesso periodo sono aumentate anche le erogazioni alle famiglie nella forma del credito al consumo. L'incremento su base annua è in questo caso pari all'11,6%. “I dati relativi ai primi quattro mesi del 2015 evidenziano una ripresa del mercato dei finanziamenti alle imprese e alle famiglie”, ha spiegato l'Abi. Dal campione dell'associazione, composto da 78 banche, che rappresenta circa l'80% della totalità del mercato bancario italiano, emerge che nel quadrimestre gennaio-aprile 2015 le erogazioni di nuovi finanziamenti alle imprese hanno registrato un incremento dell'11,2% rispetto allo stesso periodo del 2014.

L’effetto stimolo della Bce è confermato anche dai commercianti. Con alcune riserve.


“Le stime dell'Abi confermano per il mese di aprile i segnali positivi per i nuovi flussi di finanziamento già emersi a febbraio e marzo, evidenziando una attenuazione della stretta creditizia collegata alle politiche monetarie della Bce”

, spiega in una nota la Confcommercio. Secondo l'associazione degli esercenti italiani “gli effetti positivi non si sono ancora trasferiti allo stock dei crediti in essere a famiglie e imprese che, ad aprile, continua a registrare un andamento negativo: in termini tendenziali, infatti, ad aprile i prestiti a imprese e famiglie sono diminuiti dell'1,5% (in attenuazione rispetto ai primi mesi del 2015) e dello 0,1% in termini congiunturali, dopo il dato lievemente positivo registrato a marzo (+0,4%) che avrebbe potuto preludere ad un cambio di direzione e che, invece, non trova ancora un adeguato riscontro”.

In sostanza i dati tendenziali e congiunturali, se presi separatamente, possono dare un quadro in apparenza distorto. Nel rapporto mensile sugli aggregati monetari diffuso dalla stessa Bce, la debolezza del credito trova però conferme nei dati depurati dagli effetti di cessioni e cartolarizzazioni (cioè operazioni straordinarie che esulano dall’attività quotidiana degli istituti di credito): in questo caso il credito ai privati è rimasto invariato allo 0,8%. Più nel dettaglio, la Bce ha riferito un indebolimento sulle erogazioni di mutui per l'acquisto di casa alle famiglie, al +0,1% ad aprile dal + 0,2% a marzo. Si è invece attenuata la contrazione del credito concesso alle imprese, con un -0,4% al -0,6% del mese precedente.

Tutti dati che comunque, a differenza del generale aggregato del trimestre, mostrano come sul credito all'economia reale ancora non si vedano effetti forti e tangibili. Ci vorrà tempo perché si torni a prestare soldi e comunque aziende e famiglie dovranno fare i conti con un nuovo tipo di approccio al credito.

Probabilmente le cose non torneranno mai come agli anni antecedenti il 2008. Non a caso molte banche, come Intesa Sanpaolo, hanno avviato un percorso diverso nel calcolo del rating, inserendo parametri qualitativi che i freddi numeri del sistema bancario non prevederebbero. La capacità di innovare, di avere processi produttivi nuovi e all’avanguardia, di gestire al 100% la legalità valgono già fino a un noch (un punto) di credito. Questa è una strada nuova su cui in molti stanno muovendo i primi passi. Una strada che riserverà molte sorprese positive.

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