Crowdfunding

Attraverso il crowdfunding un gruppo di persone mette a disposizione parte delle proprie risorse perché crede in un progetto, in un obiettivo che viene condiviso sul web e finanziato da una moltitudine di persone.

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Nell’era del web il crowdfunding rappresenta una modalità di finanziamento e/o autofinanziamento collettivo. Un gruppo di persone collabora facendo una sorta di colletta 2.0, usando il proprio denaro per sostenere progetti e interessi di altri soggetti privati e organizzazioni.

Quindi il crowdfunding è uno strumento a disposizione di cittadini, imprenditori, start-upper e così via che riescono a calamitare interesse attorno a uno buona idea, che abbia uno scopo sociale così come di lucro. Avere un progetto, perseguire un obiettivo, è il primo passo per avviare una campagna di crowdfunding.

Le menti del progetto hanno bisogno ovviamente di altre figure che ruotano attorno a loro, veicolano e sostengono quel che si vuole realizzare: studiosi che descrivono il campo d’azione, giuristi che si occupano dei contorni normativi, associazioni di categoria che promuovono e diffondono l’idea e appunto “la folla” che con le proprie finanze sostiene l’idea altrui.

Cos’è e come funziona

Attraverso internet si attiva la rete di raccolta fondi e finanziamenti che a partire dai propri contatti e per uno scopo circoscritto e non generale può estendersi da un capo all’altro del mondo se ci si ritrova attorno a un progetto i cui valori, scopi, benefici sono percepiti come tali dalla tutta la collettività.
Attraverso il crowdfunding un gruppo di persone mette quindi a disposizione parte delle proprie risorse finanziarie perché crede in un progetto, in un obiettivo che viene condiviso attraverso la rete e supportato economicamente da una moltitudine di persone.

Innanzitutto si stabilisce quale idea o progetto si intende realizzare, quanti soldi e quante quote servono. Chi è interessato alla raccolta fondi nella maggioranza dei casi non paga nulla finché il progetto non è stato completamente finanziato, solo a quel punto verserà quanto stabilito attraverso un bonifico, carta di credito o paypal. Usando i social network si può partire dalla propria rete di contatti personali, aziendali, istituzionali per promuovere e finanziare il progetto che si ha in mente.

Si possono ad esempio raccogliere fondi per un progetto di lavoro, per aiutare un gruppo di colleghi, per organizzare il proprio matrimonio, per restaurare opere d’arte, girare un documentario, produrre un film, pubblicare un libro, avviare una start-up: tutti questi progetti possono essere finanziati raccogliendo fondi attraverso internet grazie al crowdfunding, che come detto può essere piegato ad interessi personali, imprenditoriali o di pubblica utilità purché si tratti di progetti e idee lecite.

Lo scopo e l’orizzonte imprescindibile del crowdfunding è quello di chiarire per quale motivo si vogliono raccogliere fondi, la trasparenza è essenziale per avere successo e coinvolgere gli internauti che dovranno finanziare il progetto di qualcun altro.

Tipi di crowdfunding

Abbiamo il crowdfunding reward, la forma ad oggi più diffusa in Italia, che serve finanziare progetti circoscritti, dando cambio un premio al finanziatore un premio, ad esempio i biglietti per uno spettacolo o l’abbonamento a una rivista. Premio che nella maggior parte dei casi è il prodotto che la raccolta fondi si propone di realizzare. Un altro tipo di crowdfunding mira invece al valore sociale del progetto, chi partecipa alla raccolta non ottiene in cambio un oggetto ma ritiene che l’utilità pubblica, morale, dell‘idea che si persegue sia la propria ricompensa.

Piattaforme di crowdfunding

A seconda dello scopo che si persegue avremmo piattaforme di crowdfunding generaliste, che raccolgono progetti per i ogni area di interesse o tematiche, o tematiche, che cioè finanziano progetti in settori specifici. In base al modello di crowdfunding avremo piattaforme donation based, in cui è possibile fare donazioni per sostenere una determinata causa o iniziativa, senza ricevere nulla in cambio (ad esempio chi sostiene una campagna politica/elettorale); piattaforme reward based, che come detto prevedono un premio non in denaro in cambio del finanziamento del progetto.

E ancora abbiamo il peer to peer lending, forma usata per realizzare prestiti tra privati, ricompensati con il pagamento di interessi, e il royalty based: si finanzia un’iniziativa per essere ripagati con i profitti della stessa. Infine c’è l’equity based, nel caso in cui con l’investimento online si compra un vero e proprio titolo di partecipazione in una società e la ricompensa qui è di tipo amministrativo-patrimoniale.

Normativa

L’Italia è stato il primo Paese in Europa a normare l’equity crowdfunding. Nel nostro Paese i portali di crowdfunding sono equiparati alle applicazioni già esistenti come per il pubblico risparmio e i servizi di pagamento.

Per aiutare le pmi e in particolare le start-up innovative dopo la crisi scoppiata nel 2008, il DL 179/2012, il cosidetto Decreto crescita bis, poi convertito nella Legge 221 del 17 dicembre 2012, stabilisce che l’equity crowdfunding è uno strumento che può favorire lo sviluppo delle start-up innovative con regole e modalità di finanziamento che permettono di sfruttare le potenzialità di internet e stimolare la crescita dell’intero sistema. La legge ha affidato alla Consob la definizione degli aspetti specifici dell’equity crowdfunding con l’obiettivo di creare un clima di fiducia negli investitori.

Foto via | medcitynews.com

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