Pmi innovative: agevolazioni e incentivi

Pmi innovative: cosa sono e di quali vantaggi fiscali (e non solo) godono

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Alcune piccole e medie imprese hanno la possibilità di godere di incentivi fiscali, corsie privilegiate, strumenti finanziari e legislativi dedicati. Come? Iscrivendosi nel registro delle Pmi innovative, istituito dal governo con l’Investment Compact di gennaio scorso (Decreto Legge 24 gennaio 2015, n.3). L'obiettivo è rendere più flessibile la gestione societaria (per esempio, l’impresa può nascere con i costi di una s.r.l. ma crescere come una s.p.a.), liberalizzare gli schemi di remunerazione, rafforzando l’accesso al credito, introducendo strumenti innovativi per la raccolta dei capitali, agevolando l’investimento in equity e favorendo l’accesso ai
mercati esteri.

Le Pmi innovative, cioè piccole e medie imprese che operano nel campo dell’innovazione tecnologica, a prescindere dalla data di costituzione, dall’oggetto sociale e dal settore di attività, devono essere società di capitali, non quotate e con bilancio certificato. Inoltre devono ottemperare ad almeno due tra i seguenti requisiti:

- spese in ricerca, sviluppo e innovazione almeno pari al 3% del maggior valore tra fatturato e costo della produzione
- forza lavoro costituita da 1/5 da dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori con 3 anni di esperienza oppure costituita per 1/3 da personale in possesso di laurea magistrale
- essere titolari di un brevetto o un software registrato alla SIAE.

Si tratta, in ogni caso, di imprese con numero di occupati inferiore a 250 e fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro.

Pmi innovative | Come iscriversi

Le società devono registrarsi nella sezione speciale del Registro delle imprese creata presso le Camere di Commercio. L'iscrizione avviene in via telematica.

Pmi innovative | Agevolazioni

Sono previsti incentivi fiscali in favore delle imprese innovative costituite da meno di 7 anni dalla loro prima vendita commerciale (per le persone fisiche detrazione Irpef del 19% dell’investimento fino a un massimo investito pari a 500mila euro, per quelle giuridiche deduzione dall’imponibile Ires del 20% dell’investimento fino a un massimo investito pari a 1,8 milioni di euro). Essi però non sono operativi al momento, perché si è in attesa dei decreti attuativi e della notifica europea in conformità alla disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato. Tali incentivi sono comunque estesi alle Pmi innovative che operano sul mercato da più di 7 anni dalla prima vendita commerciale qualora le Pmi presentino un piano di sviluppo dei prodotti, servizi o processi nuovi nel settore interessato. Il piano di sviluppo deve essere valutato e approvato da un organismo indipendente di valutazione espressione dell’associazionismo imprenditoriale, ovvero da un organismo pubblico.

Da precisare che le Pmi innovative sono tenute regolarmente al pagamento dei diritti di segreteria e del diritto annuale, mentre sono esonerate dall’imposta di bollo relativi alle iscrizioni nel Registro delle imprese delle Camere di Commercio.

Tra gli altri strumenti favorevoli (questi sono già operativi) da segnalare la possibilità, in caso di perdite sistematiche, di godere di un regime speciale sulla riduzione del capitale sociale, tra cui una moratoria di un anno per il ripianamento delle perdite superiori ad un terzo (il termine è posticipato al secondo esercizio successivo).

Ed ancora l'intervento semplificato, gratuito e diretto al Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese (la garanzia copre fino allo 80% del credito erogato dalla banca alla Pmi innovativa, fino a un massimo di 2,5 milioni di euro, ed è concessa sulla base di criteri di accesso estremamente semplificati, con un’istruttoria che beneficia di un canale prioritario). Anche in questo caso, come per gli incentivi fiscali di cui sopra, si attende la definizione del decreto attuativo.

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