Crisi economica, le imprese italiane come l'hanno affrontata?

I risultati dell'indagine della Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa

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Come hanno reagito le imprese italiane, in particolare quelle di piccole dimensioni, alla crisi iniziata nel 2008 e che oggi sembra conclusa (almeno a giudicare dalla variazione acquisita del +0,6% fatta registrare dal Pil nostrano secondo i dati comunicati da Istat)?

Una risposta viene fornita da un'indagine della Cna Produzioni (Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa), resa pubblica pochi giorni fa.

Prima di scoprire i risultati dell'indagine, vediamo quante e quali sono state le imprese partecipanti ad essa. 732, operanti in tutte le regioni e appartenenti ai settori della chimica, gomma e plastica, delle ceramiche e del vetro, del legno/arredo e soprattutto della meccanica, che da sola rappresenta circa il 49% del campione.

Si tratta di imprese piccole o piccolissime (il 70,8% sono micro, ovvero con meno di 10 addetti e il 23,5% con meno di 20 addetti), in prevalenza presenti sui mercati regionali e di cui quasi un quinto intrattiene stabilmente rapporti di collaborazione formale con altre imprese.

Come hanno affrontato le imprese italiane la crisi

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Il 50,2% delle imprese ha affrontato la crisi riducendo i costi di produzione e sacrificando gli investimenti; il 16,8% ha cercato soprattutto di salvaguardare la propria capacità produttiva, mentre il 33% ha invece realizzato nuovi processi di produzione (10,5% delle imprese) o nuovi prodotti e servizi (22,5%).

Le imprese più grandi (cioè con più di dieci addetti) hanno mostrato una maggiore capacità di reazione rispetto a quelle più piccole: il 17,0% di esse ha realizzato nuovi processi di produzione (contro il 7,9% di quelle con meno di 10 addetti) e il 28% ha risposto alla crisi realizzando nuovi prodotti. Discorso simile per le imprese esportatrici e per quelle organizzate in aggregazioni formali (consorzi o reti) con altre imprese.

Uno degli aspetti più interessanti dell'indagine emerge considerando le forti differenze nelle performance a seconda del tipo di imprese. Tra le imprese che hanno ridotto o mantenuto costante la capacità produttiva solo per il 2% la crisi ha generato nuove opportunità. Tale quota raggiunge invece i 18 punti percentuali tra le imprese che, al contrario, hanno affrontato la crisi in maniera pro-attiva con l’introduzione di innovazioni di processo e di prodotto.

Dunque, questo dimostra l’importanza della spesa in investimenti quale strumento per contrastare la crisi.

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