Tax expenditures: solo un piccolo ritocco e niente tagli

L'ultimo Consiglio dei Ministri ha deciso che ogni 5 anni dovrà essere rivisto il sistema di agevolazioni fiscali. I settori dei trasporti e dell'agricoltura i più coinvolti.

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Nell’ultimo Consiglio dei Ministri si è deciso che ogni 5 anni il sistema di agevolazioni fiscali ai contribuenti italiani sarà da modificare. In sostanza le tax expenditures (deduzioni, detrazioni, crediti d’imposta) subiranno periodicamente un check-up. Decisione presa dopo aver analizzato gli effetti sull’economia reale e le ricadute sul contesto sociale e "decidendo se proseguire col loro mantenimento o se optare per la cancellazione". E’ quanto prevede lo schema di attuativo della delega fiscale sul riordino delle cosiddette “tax expenditures” approvato l’altro giorno durante il Consiglio dei Ministri. Naturalmente non sono indicate percentuali né valori dei tagli, così da lasciare mano libera alla politica. La prima versione del progetto del governo indicava sforbiciate per 2,3 miliardi di euro l'anno.

Il premier Matteo Renzi aveva affidato al professor Roberto Perotti, il dossier tax expenditures, cioè il taglio alle agevolazioni fiscali prodotte da decenni di disavanzi di bilancio diventati uno stock di debito pubblico del 132% per farsi amiche le varie lobby parlamentari. "La commissione Ceriani già in precedenza -, scrive il quotidiano del gruppo Class - aveva censito circa 160 miliardi di agevolazioni fiscali varie, alcune delle quali, ovviamente, non toccabili in quanto parte fondante di alcune imposte. Circa 70 miliardi di tax expenditures sarebbero invece aggredibili. Prima dell'estate il realismo politico del governo aveva fissato l'asticella ad appena 1,54 miliardi coinvolgendo 52 diverse agevolazioni. Del resto, ogni esenzione fiscale che tocchi c'è una lobby che si lamenta e che ti toglie i voti alle prossime elezioni, quindi meglio non spingere sull'acceleratore".

Su una montagna di 720 voci che compongo il gigantesco mondo delle agevolazioni e sconti fiscali - in tutto si tratta di 253 miliardi di euro - il governo adesso sembra limitarsi a individuare risparmi per appena 500-600 milioni. In sostanza sarebbero salvi tutti gli sconti fiscali che toccano la famiglia. Così come tutti i comparti con Iva agevolato al 4% non saranno toccati. Al contrario e per il momento (la situazione resta fluida), le aree su cui si dovrebbe concentrare il riordino sono quelle dei trasporti e dell’agricoltura. Certo è anche un disboscamento delle micro-agevolazioni che risultano doppioni di altri interventi analoghi.

Tra le voci che restano ancora sotto la lente dei tecnici ci sarebbero anche le assicurazioni e le cooperative. Una buona notizia, sicuramente per le famiglie. Meno buona se la si considera dal punto di vista dei conti pubblici. Soprattutto se si somma la notizia a quella della spending review, il cui target sembra sempre destinato ad assottigliarsi man mano passano le settimane. I risparmi sulla spesa sono invece fondamentali per evitare che scattino le clausole di salvaguardia. Se per il 2016 l’italia è al riparo tutto è ancora da comprendere se passiamo al 2017. Vedremo.

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